Il sito non funziona: il gestionale dell’ufficio, il sito della banca, l’e-commerce preferito… ieri si apriva, oggi non si carica, la pagina di accesso ti rimanda sempre al punto di partenza, un pulsante non risponde. Prima di pensare a un guasto, c’è un test che richiede due secondi e che quasi nessuno usa: aprire lo stesso sito in una finestra di navigazione in incognito. Non risolve il problema, ma ti dice dove si trova. In questa guida vediamo come farlo, come leggere il risultato e cosa fare dopo.
In breve
- Apri il sito in una finestra in incognito: Ctrl+Maiusc+N su Chrome ed Edge, Ctrl+Maiusc+P su Firefox (su Mac usa Cmd al posto di Ctrl).
- Se in incognito funziona, il problema è nel tuo browser: cache, cookie o un’estensione. Si risolve in pochi minuti, ti spieghiamo come.
- Se non funziona nemmeno in incognito, prova un altro browser e poi la connessione del telefono: così capisci se dipende dal PC, dalla rete o dal sito.
- Se il problema resta, aprici un ticket con le informazioni che trovi in fondo alla guida.
Perché la navigazione in incognito serve a fare diagnosi
Quasi tutti conoscono la navigazione in incognito per la privacy, e quasi tutti la sopravvalutano: non rende anonimi, e il provider, la rete aziendale e i siti visitati continuano a vedere la connessione. Quello che fa è più semplice: evita che il browser conservi cronologia, cookie e dati dei siti dopo la chiusura della finestra.
Proprio questa caratteristica la rende uno strumento di diagnosi prezioso. Una finestra in incognito si comporta come un browser appena installato:
- parte con la cache vuota, cioè senza le copie di immagini, fogli di stile e script salvate nelle visite precedenti;
- parte senza cookie e senza sessioni aperte, quindi il sito ti vede come un visitatore nuovo;
- tiene spente le estensioni, a meno che tu non le abbia autorizzate esplicitamente.
Se il sito si comporta in modo diverso tra la finestra normale e quella in incognito, la differenza sta in una di queste tre cose. In due secondi, e senza cancellare nulla, hai escluso metà delle cause possibili.
Come aprire una finestra in incognito
| Browser | Windows | Mac | Come si chiama |
|---|---|---|---|
| Chrome | Ctrl+Maiusc+N | Cmd+Maiusc+N | Navigazione in incognito |
| Edge | Ctrl+Maiusc+N | Cmd+Maiusc+N | InPrivate |
| Firefox | Ctrl+Maiusc+P | Cmd+Maiusc+P | Finestra anonima |
| Safari | (non disponibile) | Cmd+Maiusc+N | Navigazione privata |
Sullo smartphone la trovi nel menu del browser: su Chrome per Android è la voce «Nuova scheda di navigazione in incognito», su Safari per iPhone tocca il pulsante delle schede e scegli «Privata».
Copia l’indirizzo della pagina che dà problemi e incollalo nella nuova finestra. Se il sito richiede un accesso, dovrai rifare il login: è normale, ed è parte del test.

Il sito funziona in incognito: cosa significa
È una buona notizia: il sito è raggiungibile, la connessione funziona e il PC non ha problemi di rete. La causa è nel profilo del browser che usi tutti i giorni, e il sintomo indica quasi sempre quale.
La cache: vedi una versione vecchia o rotta
Pagine impaginate male, immagini che mancano, pulsanti che non rispondono, contenuti che non si aggiornano anche se sai che sono cambiati. Il browser sta usando file salvati in una visita precedente, che non corrispondono più alla versione attuale del sito.
I cookie: l’accesso non funziona
Il login fallisce senza motivo, la pagina ti rimanda in continuazione allo stesso punto, compare l’errore «troppi reindirizzamenti» (ERR_TOO_MANY_REDIRECTS), oppure il sito ti blocca come se fossi un visitatore sospetto. Un cookie scaduto o danneggiato sta dicendo al sito qualcosa di sbagliato su di te.
Le estensioni: qualcosa blocca la pagina
Moduli che non si inviano, finestre di pagamento che non si aprono, video che non partono, pagine bianche. Blocchi pubblicitari, password manager, traduttori automatici e componenti dell’antivirus intervengono sul codice delle pagine e a volte lo rompono, soprattutto dopo un loro aggiornamento.
Il caso più comune in ufficio: l’account sbagliato
Chi usa Microsoft 365 o Google Workspace con più account (quello aziendale, quello di un cliente, quello personale) lo conosce bene: il browser entra in automatico con l’account sbagliato e il documento o il portale risulta inaccessibile. La finestra in incognito parte senza nessun account collegato e ti lascia scegliere con quale entrare, senza uscire da quello che usi di solito. Lo stesso vale quando devi controllare un portale con le credenziali di un collega.
Il sito non funziona nemmeno in incognito: cosa resta da controllare
Hai escluso il browser: cache, cookie ed estensioni non c’entrano. Restano il PC, la rete e il sito stesso. Per capire quale, procedi in quest’ordine:
- Prova un altro browser. Se con Edge funziona e con Chrome no, il problema è nell’installazione del browser: una versione non aggiornata o impostazioni danneggiate.
- Prova con la connessione del telefono. Scollega il PC dalla rete dell’ufficio e collegalo all’hotspot dello smartphone. Se così il sito si apre, il blocco è nella rete aziendale: firewall, filtro della navigazione, DNS o proxy.
- Prova da un altro dispositivo, o chiedi a un collega. Se il sito non si apre per nessuno e da nessuna rete, il problema è del sito: non dipende da te, e non resta che aspettare o avvisare chi lo gestisce.
Nelle reti aziendali il secondo caso è più frequente di quanto si pensi: un sito nuovo o appena modificato può essere fermato dal filtro della navigazione o dal firewall. È una protezione che sta facendo il suo lavoro, ma va regolata, e per questo serve il supporto.
Cosa la navigazione in incognito non può escludere
L’incognito azzera i dati sul tuo computer, non quelli che stanno a monte. Molti siti usano una cache sul server o una rete di distribuzione dei contenuti (CDN) che serve a tutti la stessa copia salvata della pagina. Se dopo un aggiornamento il sito mostra ancora la versione vecchia anche in incognito, il problema è lì, e solo chi gestisce il sito può svuotare quella cache. Allo stesso modo, l’incognito non cambia la rete, l’indirizzo IP o l’antivirus installato sul PC.
Hai trovato la causa: come risolvere senza perdere nulla
La tentazione è cancellare tutti i dati di navigazione «dall’inizio». Funziona, ma ti scollega da ogni sito, svuota i carrelli e a volte cancella preferenze utili. Meglio intervenire solo dove serve.
Cancella cache e cookie di un solo sito
Con il sito aperto, clicca sull’icona a sinistra dell’indirizzo e cerca l’opzione per eliminare cookie e dati del sito: su Chrome ed Edge si trova nelle impostazioni del sito, su Firefox direttamente nel menu del lucchetto. Poi chiudi la scheda, riaprila e accedi di nuovo.
Per un controllo rapido sulla sola cache puoi anche ricaricare la pagina forzando il download dei file aggiornati: Ctrl+F5 su Windows, Cmd+Maiusc+R su Chrome e Firefox per Mac.
Trova l’estensione che crea problemi
Apri la pagina delle estensioni del browser, disattivale tutte e riattivale una alla volta, ricaricando il sito ogni volta. Quando il problema torna, hai trovato la responsabile: puoi aggiornarla, sostituirla o lasciarla spenta su quel sito. Sui PC aziendali, prima di rimuovere un’estensione installata dall’IT, chiedi al supporto: alcune servono alla sicurezza.
Se il problema torna
Se dopo la pulizia il sito torna a dare errori nel giro di qualche giorno, la causa è più profonda: un profilo del browser danneggiato, un conflitto con l’antivirus, una configurazione di rete. A quel punto conviene farlo vedere a un tecnico. E se è il PC nel suo insieme a essere lento o instabile, dai un’occhiata anche alla nostra guida su ogni quanto riavviare il PC.
Cosa scriverci nel ticket
Se il problema resta, aprici un ticket indicando:
- l’indirizzo del sito e cosa succede esattamente, meglio con uno screenshot del messaggio di errore;
- se in incognito funziona oppure no;
- se hai provato un altro browser e con quale risultato;
- se hai provato la connessione del telefono, e se i colleghi hanno lo stesso problema.
Con queste informazioni sappiamo già se intervenire sul browser, sul PC o sulla rete, e spesso risolviamo da remoto in pochi minuti. È lo stesso metodo che usiamo ogni giorno nel nostro servizio di help desk e supporto utenti: escludere le cause in ordine, dalla più semplice alla più complessa.
Domande frequenti
La navigazione in incognito cancella la cache del browser?
No. La finestra in incognito parte con cache e cookie vuoti e li elimina quando la chiudi, ma non tocca i dati della navigazione normale. Per questo è un test sicuro: non perdi accessi né impostazioni.
Perché un sito funziona solo in modalità incognito?
Perché nella navigazione normale qualcosa interferisce: file in cache non più aggiornati, un cookie danneggiato o un’estensione. Cancellando i dati di quel sito, o disattivando le estensioni una alla volta, trovi la causa.
In incognito le estensioni sono attive?
Di norma no: Chrome, Edge e Firefox le tengono spente nelle finestre private, a meno che tu non le abbia autorizzate dalle impostazioni di ciascuna estensione.
Se un sito non funziona neanche in incognito, è colpa del sito?
Non necessariamente. Hai escluso il browser, ma restano il PC, la rete aziendale (firewall, filtri, DNS) e il sito stesso. Prova con l’hotspot del telefono e da un altro dispositivo per capire quale dei tre.
Posso usare l’incognito per accedere con due account diversi?
Sì: nella finestra normale resti collegato con il tuo account, in quella in incognito accedi con un altro. È il modo più rapido per lavorare con due account Microsoft 365 o Google senza uscire e rientrare ogni volta. Se ti capita tutti i giorni, però, conviene creare profili separati nel browser.
